“Il giardino è una delle due grandi metafore dell’umanità.

Il giardino rappresenta la vita e la bellezza e la provvisorietà di tutti gli esseri viventi. Il giardino significa nutrire il propri figli, procacciarsi il cibo per la tribù. E’ parte di un insistente bisogno territoriale che si può ricondurre all’usanza degli animali di conservare il cibo. E’ un meccanismo di ostentazione competitivo, come avere un tono da fiera, la smania di avere i pomodori migliori e le rose inglesi più belle. Il giardino è vittoria, è provvedere alla società fornendole sempre le cose migliori e dimostrare di avere buon gusto e giusti valori, e si lavora sodo per questo. E che meraviglioso sollievo sapere di tanto in tanto chi è il nostro nemico. Perché nel giardino, il nemico è ogni cosa: gli avidi, il clima, il tempo. E così ci metti anima e corpo, te ne prendi cura, e vedi da vicino cosi tante nascite, evoluzioni, e bellezza, e pericolo, e trionfo. E alla fine tutto muore comunque, giusto?

Ma tu continui a farlo lo stesso.”

 – Anne Lamott’s Bird by Bird: Some Instructions on Writing and Life